I capitoli di questa sezione:

IL DOMATORE
IL MESE DELLA LEGALITA'

 

IL DOMATORE

Nel maggio 2012, tra una serata con Manuela Lettieri ed eventi vari, Ottavio comincia le prove di quello che è il suo "trentesimo titolo teatrale". Sceglie di realizzare un grande spettacolo di varietà di quasi due ore e mezza con accanto a lui un corpo di ballo tutto al femminile, due attrici ed un attore. L'intenzione è quella di portare in scena il meglio di quanto fatto in diversi anni di teatro, televisione e dischi, passando dalle macchiette classiche napoletane ai personaggi più riusciti, da sketch teatrali ai monologhi più divertenti.

Il 16 giugno 2012 debutta "Il Domatore", spettacolo scritto, diretto, prodotto e interpretato da Ottavio Buonomo. Ottavio si occupa di tutto, dalla scelta dei costumi alla scenografia (che compra personalmente) e poi curando anche il montaggio della registrazione televisiva affidata alla regia di Tommaso Quintile. Quasi tre ore di filmati. Dello spettacolo viene realizzato anche un cd registrato dal vivo con la colonna sonora dello spettacolo.

E' uno spettacolo finanziato esclusivamente da Ottavio che sceglie di debuttare in occasione dei Festeggiamenti in onore di Sant'Antonio ad Acerra (Na), organizzati dalla Fondazione Sant'Antonio Onlus. L'artista decide di regalare un grande spettacolo alla comunità, alla città, ai suoi "amici volontari" e poi al pubblico che lo segue con ammirazione ed affetto. Infatti la sera del 16 giugno 2012 migliaia di persone si accalcano in Via Salvatore Di Giacomo, la strada dove è montato un palco da cui, già dalla mattina, si riescono a scorgere grandi teli colorati e le gigantografie di Totò e Charlie Chaplin, i due "amori" di Ottavio.

C'è aria di grande evento, di quelle serate che restano nella mente di chi le può vivere. I giornali scrivono intere pagine per quella che sicuramente è la manifestazione più attesa dell'anno ad Acerra. Dalle "Cronache di Napoli" al "Tablò", da "Il caffè corretto" a "Il gazzettino locale". La locandina mostra Ottavio nei panni di un "domatore". Nel cast con lui troviamo Costanza Tagliamonte, Chiara Di Nardo, Salvatore Esposito (anche aiuto regia), Maria Aprile, Enzo Cirillo e un gruppo di sette ballerine (Anna De Mase, Rossella Montesarchio, Carmen Napolitano, Fabiola Napolitano, Marika Montano, Paola Puzone, Marta D'Iorio). Le coreografie sono di Susy Formicola. Le musiche sono di Ottavio Buonomo (tra cui la bellissima "Il Domatore") e Maria Aprile.

Ottavio fa le prove sul palcoscenico di Via Di Giacomo di mattina (con Salvatore Esposito), e poi tra le quattro e mezza e le sette con le attrici e il corpo di ballo. Anche le prove attirano l'attenzione di molti curiosi. Ottavio si fa "costruire" un camerino in una stanzetta dell'Oasi Sant'Antonio, e dalle 19.00 fino alle 20.50 aspetta l'inizio dello spettacolo insieme al cast artistico e tecnico.Lo spettacolo comincia così: Dopo "Benvenuti al Sud" e "Benvenuti al Nord" ... Benvenuti 'Acerra! Una grande esplosione ed il palco si illumina. Entrano Salvatore, Costanza e Chiara, presentano Ottavio che entra cantando una macchietta napoletana.

Lo spettacolo viene presentato così alla stampa: Il classico rullo di tamburi e poi il nome del comico, tante belle ragazze, delicati sorrisi e doppi sensi, piume e paillettes, giacche a quadroni e bombetta, musiche d’altri tempi e motivi nuovi, tanti colori e grandi voci, sketch e macchiette, monologhi e movimenti sensuali di donne bellissime… praticamente il varietà, quello che si poteva proporre sia come "grande spettacolo" che come "spettacolino" realizzato con pochi mezzi, con scenografie scalcinate, con un comico bravo ma che spesso saltava allegramente pranzi e cene e tra una macchietta e l'altra poteva incrociare una storia d'amore con soubrette o una simpatica ballerina d'oltreoceano. In realtà per trovare le ballerine non si facevano tanti chilometri, erano tutte italianissime e dalla dizione marcata del luogo da cui provenivano. Erano donne molto diverse dalle "veline" di oggi. Non erano magrissime e attente all’apparire. Loro apparivano e basta e quando si poteva, mangiavano. Si faceva anche teatro in guerra, tra un bombardamento e l'altro e quello che si poteva prendere, si prendeva. Non si andava tanto per il sottile. Spesso sulle locandine dei manifesti si poteva leggere "16 gambe 16". Il 16 era ripetuto due volte. Si usava così.
Con gli anni il varietà è cambiato. Si dirà che sono cambiati anche i gusti degli italiani, del pubblico del teatro e delle feste di piazza. Non è proprio così. Ogni anno, in Italia e soprattutto in piccoli centri, vengono organizzate bellissime feste di piazza con "numeri da attrazione", con cantanti, comici e soubrette, imitatori e qualche volta anche il mago o il prestigiatore. Se ci sono i soldi, c’è pure il grande nome che si presenta con l’orchestra e con cambi di costume.
Ma in origine c'erano anche diversi "numeri" molto attesi dal pubblico, nel cafè chantant di fine Ottocento si potevano trovare in un varietà anche giocolieri, clown, la donna barbuta, il cane parlante, i nani acrobati e le belve ammaestrate. Chi le domava? Il Domatore! Così nacque il cafè chantat… tra nani, danzatrici prosperose, comici dei doppi sensi e donne con barba e baffi. Quindi "Il Domatore". Il nostro artista si chiama Ottavio Buonomo e ha ben pensato di portare ad Acerra un grande varietà che ripercorre non solo alcune tappe fondamentali dello spettacolo italiano, ma anche un po’ della sua carriera che conta, nonostante la giovane età, trasmissione televisive da ospite o protagonista, ventinove titoli teatrali (questo sarà il trentesimo), trecentocinquanta canzoni incise e innumerevoli partecipazioni a eventi culturali, feste di piazza, rassegne, recital…

Ed Ottavio tra interviste e comunicati fa aumentare l'attesa per lo spettacolo che possiamo definire una lezione di comicità. Ottavio è un bravo attore ma ancora di più un grande comico. I tratti sono quelli dei comici "di tanto tempo fa". Ottavio non è il monologhista dell’attualità. La sua satira (quando la vuole fare) è sì pungente, ma nasce più da un sorriso e da uno sguardo che da una parola.
Ecco comparire sul volto quell' espressione fantastica che lascia una traccia, una espressione che per quanto malinconica è allo stesso momento anche buffa.
In Ottavio c'è sempre un eterno conflitto tra il bene ed il male, tra il vero ed il falso ed è impossibile riuscire a catturare tutte le sfumature della sua arte, di quelle moltissime "facce" che non rivelano segreti e che rendono la sua grandezza il mezzo unico per potere arrivare a qualcosa che non è terreno.
Ottavio ha sempre bisogno di qualcosa ma non può lamentarsi. La giacca a quadretti e il pantalone sgualcito nascondono pensieri.

Ottavio ispira le tante voglie dell’uomo. In lui c'è voglia di un piatto di spaghetti, c'è erotismo, c'è desiderio di ricchezza e di "potere alto". In alcuni personaggi lo scopriamo addirittura artefice di piani diabolici che però grazie ad una smisurata aggressività tutta comica, riescono ad essere caricature di uomini qualsiasi che si ritrovano a vivere una storia vera in una situazione assurda.
Ottavio pensa e si muove da anima popolare che però si nobilita attraverso un verbo acquisito in anni di esperienze più diverse. Sicuramente la sua comicità è da ricercare anche nella commedia dell'arte e nei grandi comici di inizio Novecento come l'inglese Charlie Chaplin e il napoletano Totò, due geni "anarchici" dai quali Ottavio prende sicuramente la creatività che parte dall'avere pochi mezzi a disposizione, e cioè la forza di creare da un pretesto o da una scenografia povera, una gag che funzioni al teatro come al cinema.
Non bisogna però dimenticare che la comicità di Ottavio si lega indiscutibilmente anche all’avanspettacolo e alla rivista, alle macchiette nate grazie all’intuizione geniale di Ferdinando Russo per le prime interpretazioni straordinarie di Nicola Maldacea, e poi di altri grandi macchiettisti come Nino Taranto e Vittorio Marsiglia.
Negli spettacoli che Ottavio realizza ci sono molti riferimenti ai grandi comici del varietà italiano dagli anni Dieci agli anni Cinquanta. Degli anni a seguire Ottavio studia il teatro del suo maestro Enrico Montesano, con il quale ha anche lavorato in "Passeggiate romane" e "Buon compleanno", due spettacoli teatrali di successo.
L'intelligenza di Ottavio però non nasce esclusivamente dalla capacità di un grande studio dei personaggi che hanno raccontato la storia del teatro leggero e del cinema comico, ma anche per volontà di scrivere nuovi testi che hanno un sapore moderno ed originale pur mantenendo una certa "classicità" ed un rigore linguistico sapientemente contaminato con le evoluzioni del "parlar comune", che permette quasi sempre una comprensione totale di un'opera. Sono testi che anche quando lanciano un messaggio molto forte e rivoluzionario, sono comunque godibili grazie ad un gioco straordinario di pause, di ritmi, di battute di sicuro impatto emotivo che non fanno una distinzione generazionale ma tentano di abbracciare tutti in una risata di speranza, pulita, naturale e soprattutto liberatoria.

Su "Il Gazzettino locale" si legge: Meno sette! Il cowndown è iniziato e le prove stanno per terminare! Le ballerine ballano. Gli attori recitano. I cantanti cantano e le "bestie feroci" aspettano il "Domatore". Un Domatore buono, sicuramente simpatico, e che riesce a portare nei Teatri e nelle Piazza di tutta Italia un pubblico sempre più vasto pronto a divertirsi e ad ascoltare macchiette e brani creati dalla sua geniale mente di attore ma anche di autore e compositore. Semplicemente Ottavio Buonomo, uno, se non il più, interessante artista del panorama culturale partenopeo che presenterà al suo pubblico un grande spettacolo, il trentesimo titolo della sua carriera. "Il Domatore" è uno straordinario mix che permette di spaziare dallo sketch comico ai personaggi televisivi lanciati da Ottavio in vari anni attraverso partecipazioni in programmi in onda su diverse emittenti locali e nazionali oppure in spettacoli teatrali di successo, dalle canzoni classiche napoletane a omaggi ad artisti come Nino Taranto e Totò. Non mancheranno le nuove canzoni di Ottavio, la maggior parte tratte dall’album "Puzzle". Il sipario del palco di via Salvatore di Giacomo aspetta con ansia le ore 21.00 di sabato 16 giugno quando "Il Domatore" si trasformerà in un varietà evento. Per essere tra i fortunati spettatori della prima del varietà basta recarsi in via S. Di Giacomo ed attendere che Ottavio varchi le quinte e darà inizio alla sua comicità, mai scontata e banale. Una grossa affluenza di pubblico è un doveroso tripudio verso un artista a 360 gradi oltre che un modo per donare un sorriso agli ospiti della casa di riposo Oasi Sant’Antonio Onlus.

Su "Cronache di Napoli": Oggi debutterà "Il Domatore", nuovo spettacolo dell'attore Ottavio Buonomo, astro nascente della risata "made in Naples". Un grande varietà che chiude un anno artistico straordinario per l'attore. "Il Domatore" si può definire un riassunto di quanto prodotto da Buonomo in diversi anni di gavetta, di grandi prime, di spettacoli realizzati in piazze e locali di tutta Italia. E' anche un indovinato pretesto che permette al protagonista di spaziare dallo sketch comico ai personaggi televisivi lanciati attraverso partecipazioni in onda su emittenti locali e nazionali oppure in spettacoli teatrali di successo, dalle canzoni classiche napoletane a omaggi a grandi personaggi del Teatro Italiano e soprattutto del varietà, dell'avanspettacolo, della commedia musicale e dell'epoca dei dischi a 78 giri.

Su "Il caffè corretto" invece si legge in un comunicato: Sabato 16 giugno 2012, il "domatore" Ottavio Buonomo ha radunato in via Salvatore Di Giacomo ad Acerra, per i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova, un grande pubblico pronto ad applaudirlo. L’attore è apparso particolarmente in forma e ha tenuto la scena per oltre due ore e mezza recitando, cantando, ballando e duettando con i colleghi.
C’è da dire che Ottavio ha superato ogni aspettativa di successo e poco prima di mezzanotte, il pubblico plaudente ed entusiasta continuava a ripetere a gran voce il nome dell’artista e a chiedere bis. Una grande dimostrazione d’affetto per l’attore che ha unito le macchiette classiche napoletane a personaggi nati in spettacoli che hanno formato i primi anni di carriera di un talento tutto da scoprire, molto più profondo di quanto si possa immaginare. Ottavio non ha deluso chi aspettava "A canzone ‘e Facebook" e nemmeno gli ammiratori più fedeli che hanno gradito l’imitazione di Totò, i vecchi sketch comici da avanspettacolo con accanto la nuova spalla Salvatore Esposito, i personaggi lanciati negli anni dalle emittenti locali napoletane e le canzoni tratte dall’ultimo album. Ed Ottavio ha salutato il pubblico della prima condividendo un "pezzo di teatro" con il pubblico. Ha letteralmente fatto a pezzi la “scena” e si è divertito a lanciarne i pezzi sulla platea, dal leggio ad un colorato bouquet.

E' una grande emozione per Ottavio che decide di replicare lo spettacolo in diverse località della Campania nell'agosto 2012, riscuotendo sempre grande successo.

Il 20 giugno 2012 sul palco della sala teatrale dell'Istituto Suore di San Giuseppe salgono gli allievi del laboratorio "Recitare è la fine del mondo", realizzato da Ottavio in collaborazione con l'Associazione Voci del Cuore Onlus. "Quale esempio più azzeccato" è uno spettacolo dedicato in particolare modo a tutti a coloro che si avvicinano al mondo del Teatro e della Musica, non a caso conta anche la partecipazione anche degli allievi del corso di canto collettivo "Io canto e me ne vanto" diretto dalla maestra Maria Aprile. Ottavio, che recita anche in due sketch, ci parla del saggio:"E' uno spettacolo che si articola in cinque momenti teatrali presentati da canzoni. Si parte con un monologo e quindi un solo attore in scena, poi si procede con un dialogo, poi uno sketch con tre personaggi, con uno sketch-parodia che ne conta quattro e con uno sketch comico finale scritto da me in cui recitano tutti ed anche io! Da un solo attore a tutto il cast. Una simpatica formula che ci permette di presentare brani di William Shakespeare ma anche di alcune famose commedie musicali fino a “Tutti al mare” e “Musicarello bello” (una parodia dei film degli anni Sessanta) che scrissi per “Non avevamo capito il resto di niente”. Gli allievi del laboratorio sono Carla Puzone, Luca Mozzillo, Pasquale Castaldo, Noemi Pirone Salvatore Esposito.

 

IL MESE DELLA LEGALITA'

Il 5 luglio 2012 Ottavio Buonomo torna al Teatro Italia di Acerra e lo fa proponendo una nuova edizione de "'O vico d'è scugnizze", che aveva debuttato nello stesso teatro qualche anno prima. Lo spettacolo è il secondo appuntamento di "ORGANIZZARE LA SPERANZA – IL MESE DELLA LEGALITA'", una kermesse realizzata con il patrocinio della provincia di Napoli, del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola e delle Università di Napoli SUN e Parthenope, in collaborazione con le associazioni territoriali come Officina delle Idee, Realtà Futura, Avvocati di Acerra, Nuova Generazione e Fondazione S. Alfonso. La serata 5 luglio ha come tema "Il coraggio" e vede la partecipazione di Don Luigi Merola e i giudici Luigi Picardi e Angelica Di Giovanni.

"’O vico d’e scugnizze" è un atto unico che si ispira, più come atmosfere e come carattere dei personaggi protagonisti a "L'ultimo scugnizzo" di Raffaele Viviani, ma qui a differenza dell’opera del grande attore, autore e poeta del Teatro Napoletano di inizio Novecento, non c’è il finale tragico. Quasi una farsa, la storia si risolve con il classico e sempre piacevole lieto fine, ma comunque contiene messaggi diretti e profondi, percepibili da un pubblico di tutte le età e pronto ad emozionarsi, a capire ma soprattutto a divertirsi grazie ad un buon affiatamento del cast.
La storia è quella del giovane Gaetano, scugnizzo di un vicolo di Napoli cresciuto "da solo" che alla vita di strada sceglie una vita da onesto lavoratore. Ha ingravidato la sua fidanzata Filomena ed è pronto a sposarla. Con buona pazienza e con una grande forza di volontà cerca di costruire un avvenire per la nuova famiglia e anche di sdoganare l’etichetta di “figlio di nessuno”.
Un giorno come gli altri, il determinato Gaetano (in napoletano "Aitano") lascia l’abitazione quasi all’alba promettendo di ritornare con una buona notizia, ovvero una assunzione che possa garantire una stabilità economica a lui, alla futura moglie e al figlio che aspetta da lei.
Nel vicolo tutti aspettano l’arrivo di Gaetano con la speranza che l’attesa possa terminare con un momento di gioia e di festa per tutti e così sarà.
Gaetano è stato assunto come segretario presso l'ufficio di un noto avvocato di Napoli. Il personaggio dell’avvocato di Viviani qui viene solo citato ma viene presentato da Gaetano come un "principe del foro", una persona di cuore che unitamente a sua moglie ha deciso di dare la possibilità ad un giovane scugnizzo di scegliere una buona strada, addirittura al servizio della legalità.
Il vicolo è popolato da molte figure classiche del Teatro Napoletano come il balbuziente cameriere Turillo (sempre interpretato da Ottavio, il personaggio si ispira sicuramente a Tartaglia, maschera che sembra sia nata a Verona nel Seicento ma che quasi subito ebbe successo nel Teatro Napoletano), soprattutto nelle commedie di fine Ottocento) e la sua signora dura d’orecchio, o come la capera, una lamentosa soubrette ed una coppia di pizzaioli litigiosi.
Non manca la "saggezza" del vicolo che si ritrova nella figura di Don Gennaro ‘o prufessore, grande appassionato di poesia. E’ anche grazie a questo personaggio che nell’atto unico viene presentato un omaggio a Salvatore Di Giacomo con alcuni versi celebri.
In questa nuova edizione con un cast per metà nuovo si ascoltano due canzoni e si assiste, per la prima volta, a diverse scene inedite, in cui compaiono per la prima volta il parroco Don Filippo e la comica e allo stesso momento poetica figura di Pasqualino, un giovanotto che si presenta spesso nel vicolo con tic e manie, sempre in cerca del suo amico "Gaetano".

Accanto ad Ottavio troviamo esclusivamente attori e cantanti acerrani: Ferdinando Smaldone (Don Gennaro), Costanza Tagliamonte (Vicenza), Salvatore Esposito (Don Nicola, pizzaiolo), Carla Puzone (Donna Carmela), Chiara Di Nardo (Donna Amalia), Noemi Pirone (Donna Peppina), Monica Barretta (Donna Concetta), Antonio Affinito (Don Filippo), Cristina Di Nardo (Margaret) e Guido Busto (Gaetano).

Lo spettacolo è molto apprezzato e tutti si complimentano con Buonomo che a fine spettacolo tiene un monologo sulla legalità mentre gli viene consegnata una targa per "aver contribuito ad organizzare la speranza". Don Luigi Merola più volte elogia Ottavio con la promessa di realizzare presto un progetto insieme. Belle parole anche dal giudice Angelica Di Giovanni e dal dottor Antonio Crimaldi che si complimentano con Buonomo per la qualità dello spettacolo.

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