E' L'UOMO PER ME (Anno 2003)

 

Sesta puntata

Anche questa settimana Orietta è riuscita ad estorcere un biglietto gratis e in prima fila per "E' l'uomo per me". Non sapeva ancora chi fosse l'ospite d'onore. Il cuore in gola: " E se Mina ha invitato il mio Vieri?"
Non stava più nell'abitino che stirava e ristirava da giovedì. Poi l'appendeva per scrutarlo in tutti i finimenti. Temeva in uno sfilacciamento. Un piccolo strappo. Faceva parte del suo corredo. Vecchio, un po' logoro, adattato e riadattato per le grandi occasioni di famiglia: matrimoni, battesimi e cresime. Sempre lo stesso con qualche aggiunta o un ritaglio a seconda l'evolversi o l'involversi del suo stato civile. In vista di un matrimonio affondava le forbici per evidenziare il seno, mentre per un corteo funebre copriva tutto. Quel lungo vestito nero di jersey con inserti di pelle è una sorta di sipario che si apre e si chiude.
Per la puntata di "E' l'uomo per me", Orietta si era messa dietro una Necchi a rivedere il suo abito da "Gran Galà" così come fa uno scrittore con il suo romanzo. Nell'ultima rivisitazione si presenta alquanto scollato davanti e quasi inesistente sulla schiena. Pirouette ripetute davanti  "Lo Specchio" per autocomplementarsi con quel "Sono bellissima e questa volta mi sposo". Ma, questa volta, Orietta ha esagerato: sconosciuto il reggiseno, trucco firmato Chanel e profumo Lancetti. Ormai è chiaro che anche lei, come la Alba Parietti, pretenda un calendario osé. E che il nipote Don Ottà glielo faccia fare e non se ne parli più.
"La Colf supera la Padrona" - Sentenziano gli inviati speciali dei rotocalchi
Nell'entrare in platea, si ode il tintinnìo dei suoi paramenti di bijoutterie: pendenti, secondo le stime dei più acuti osservatori, di circa 15 cm, collana di finte perle di circa 5 metri avvolto al collo, bracciale istoriato da brillantini fasulli ed un paio di guanti lunghi con la firma contraffatta di Louis Vuitton così come l'inseparabile borsetta con tracolla a firma di Miu Miu. Una inedita Orietta del più ricercato kitch tra le bancarelle dei mercatini dell'usato.
Ormai potremmo conferirle tutti i titoli e tutte le passioni di una aspirante diva: vestiti, shopping, accessori, culto, ma anche presenziazioni, peccati di gola e vacanze al largo della gente normale. Una vippista rampante.
E così abbiamo provato a leggere nei suoi pensieri. La mente di Orietta si popola di figure mitologiche, quelle per le quali le donne si abbandonano a sondaggi e a peccati di pensiero: Stefano Fiore col pizzetto che potrebbe solleticarla nell'emisfero sud. E quindi Nesta, Cannavaro, Bergamaschi e Totti. Esclude, include, ipotizza. Un animo in tormento: - " E se mi andasse bene con Gattuso con il quale potrei parlare il mio stesso idioma"? Ripassa i versi di suo nipote Ottà e vorrebbe accarezzare la "pelle nuda" di uno di quei giovani miti dello sport per i quali si rincorrono le migliori agenzie per conferire loro uno spot. Il chiodo fisso resta, sempre, il "Muflone" e pensa alla strage che costui fa delle sue veline: - "Potrò mai - si chiede Orietta - far parte del suo harem?"
Tra un declinare e l'altro sulle ipotesi matrimoniali, si imbatte su Michele Placido. Comincia a traballare sui 12 cm di tacco a spillo al punto da farsi notare dal noto attore della "Piovra" seduto tra Ellen ed Alice, le famose gemelle Kessler.
Ed è proprio come una piovra che vorrebbe appoggiare i suoi tentacoli sull'attore che spaventato si lascia cadere sui pantaloni, proprio nel punto innominabile, il nero di seppia che condisce gli spaghetti che sta consumando.

Le gemelle, nel vedere Orietta, fuggono come due gazzelle ladre. Michele resta immobile come preso da un infarto.
Senza pensarci due volte, la Orietta si getta sulla preda senza darle nessuna possibilità di difesa.
La scena è notata da tutto lo staff della trasmissione. Si è temuto il peggio. Mina stessa è diventata tesa. Non si sa con chi sostituirlo proprio all'ultimo momento.

La scena più sconvolgente si  svolge nel camerino dove Orietta ha imboscato il Placido. Si è premurata a smacchiare le macchioline del nero di seppia con un savoir-faire casalingo mai sperimentato fino ad allora.  Si trovano in commercio prodotti adatti per le varie macchie di grasso. Si può usare tuttavia un solvente (trielina, benzina rettificata, ecc.), tamponando, senza sfregare, con una tela pulita, la parte macchiata. È un’operazione delicata, da eseguire con particolare cura, tenendo presente che il ferro da stiro - anche se a vapore - non deve mai essere a contatto diretto con il tessuto. Una tela pulita e inumidita va sempre posta tra il ferro e la stoffa; nello stirare, poi, bisogna agire a fondo, pazientemente, fino a quando non siano ben asciutti tanto la tela quanto l’abito. Non è necessario accanirsi contro le pieghe resistenti, piuttosto conviene ripassarle una seconda volta. Per ogni tipo dì tessuto c’è una temperatura ed una tecnica diverse. Orietta vorrebbe morire in quel camerino e concludere in bellezza la sua lunga carriera di zitella, ma ripresi i sensi, l'attore, ancora paonazzo, sale sul palco all'ultimo momento utile per fare da "L'uomo per Mina".


Buonasera alle amiche telespettatrici e agli amici telespettatori, come ogni settimana i nostri tentativi di privacy restano solo una illusione, visto che si sa quasi sempre in anteprima l'uomo di Mina della settimana. Intanto, cominciamo la sesta puntata dicendo che la gara canora lanciata da questa trasmissione sta avendo un successo inaspettato davvero, arrivano voti in redazione dalla Turchia, dagli Stati Uniti d'America, dalla Spagna e da tutte le regioni d'Italia. Ognuno è lieto di contribuire a questa manifestazione e questo non può farci altro che piacere. Come dicevo, siamo giunti alla sesta puntata. Di uomini per me ve ne presenteremo ancora tanti e prima o poi, e questo mi fa piacere anticiparvelo, sarà ospite di Mina il grande cantautore bolognese Lucio Dalla che questa settimana si trova appunto a Roma, forse una sera di queste ci farà la sorpresa di interpretare dal vivo il duetto registrato a Bologna con Mina di "Amore disperato", un brano che sarà contenuto nel disco di Lucio Dalla uscito oggi e che si chiama appunto "Lucio". Stavolta sentiti i fans, la critica e la stampa abbiamo un Dalla che supera sè stesso. E' l'ennesima prova di Dalla di dimostrarsi un grande artista, ricordo che ha dato alla luce capolavori come "4 marzo 1943", "Piazza Grande", "Occhi di ragazza", "Caruso", "Anna e Marco", "Attenti al lupo", "Canzone" e "Com'è profondo il mare", tutte canzoni entrate a far parte della storia della canzone italiana. Stasera si omaggia anche un altro grande cantautore, sto parlando di Domenico Modugno, infatti Mina e il suo uomo della settimana omaggeranno l'artista con una fantasia di canzoni da lui composte, dalla più remota "Musetto" alla più recente "Delfini" incisa con il figlio Massimo poco prima della scomparsa, io ricordo che ebbi l'onore di intervistare Modugno a "Domenica In" e fui uno dei primi a vedere il video realizzato con la canzone, con un Modugno pieno di vita che si tuffava nell'adorato e tanto cantato mare ... Ma io penso che nessuno possa descrivere l'arte di questo artista se non una grande voce che io ora vi presento, che nel 2001 all'artista pugliese ha dedicato un album contenente 11 cover di famosi brani del Mimmo Nazionale ... quindi cedo il posto alla nostra grande padrona di casa :

SIGNORI MINA !

Mina entra in studio con un grandissimo abito nero (vengono portati al centro della scena, un tavolo di legno, con due sedie, un fiasco di vino, e ci c'è Andrea Braido con la chitarra, Massimo Moriconi seduto che versa vino e recita la parte dell'ubriaco, Danino Rea e Stefano Pisetta con i loro strumenti che accompagnano l'esecuzione cantata/recitata di Mina di questa sera).

 

GUAPPARIA (Bovio - Falvo)

Scetáteve, guagliune 'e malavita...
ca è 'ntussecosa assaje 'sta serenata:
Io sóngo 'o 'nnammurato 'e Margarita
Ch'è 'a femmena cchiù bella d''a 'Nfrascata!

Ll'aggio purtato 'o capo cuncertino,
p''o sfizio 'e mme fá sèntere 'e cantá...
Mm'aggio bevuto nu bicchiere 'e vino
pecché, stanotte, 'a voglio 'ntussecá...

Scetáteve guagliune 'e malavita!...

E' accumparuta 'a luna a ll'intrasatto,
pe' lle dá 'o sfizio 'e mme vedé distrutto...
Pe' chello che 'sta fémmena mm'ha fatto,
vurría ch''a luna se vestesse 'e lutto!...

Quanno se ne venette â parta mia,
ero 'o cchiù guappo 'e vascio â Sanitá...
Mo, ch'aggio perzo tutt''a guapparía,
cacciatemmenne 'a dint''a suggitá!...

Scetáteve guagliune 'e malavita!...

Sunate, giuvinò', vuttàte 'e mmane,
nun v'abbelite, ca stó' buono 'e voce!
I' mme fido 'e cantá fino a dimane...
e metto 'ncroce a chi...mm'ha miso 'ncroce...

Pecché nun va cchiù a tiempo 'o mandulino?
Pecché 'a chitarra nun se fa sentí?
Ma comme? chiagne tutt''o cuncertino,
addó' ch'avess''a chiagnere sul'i'...

Chiágnono sti guagliune 'e malavita!...


(Michele Placido entra da destra)

Mina : Buonasera …

Michele Placido : Buonasera a te … !

Mina : Come va ?!

Michele Placido : Bene …

Mina : Sei a tuo agio ?

Michele Placido : Beh cara Mina, io sono un po’ schivo ad andare in televisione … ma stare vicino a te mi fa molto piacere, ma veramente tanto, ma tanto piacere !

Mina : Carissimo Michele, so che tu vieni da un mare di successi, negli ultimi anni alla tua carriera cinematografica si sono aggiunti tantissimi titoli importanti, hai portato sullo schermo la vita di Padre Pio, dalla nascita alla morte a San Giovanni Rotondo …

Michele Placido : Si … per il film ho avuto l’onore di vestire i panni vestiti da Padre Pio, gli stessi con i quali recitava la santa messa, ho usufruito dei suoi abbigliamenti ecclesiastici per tutte le riprese del film. Questa esclusiva mi ha onorato e mi ha fatto anche capire tantissime cose, del resto quando si gira un film religioso bisogna approfondire l’argomento, e studiando si impara …

Mina : Poi hai portato sullo schermo “Un uomo perbene” dove tu interpretavi il grande Enzo Tortora e successivamente Soffiantini … e ultimamente hai recitato nel film per la televisione “Soraya”, dedicato alla principessa triste …

Michele Placido : Si, posso dire che nella mia carriera ho spaziato tra cinema, teatro e televisione ottenendo grandi risultati, dal comico al drammatico, dal poliziesco alle commedie all’italiana. E ho avuto la fortuna di lavorare con ottimi colleghi … Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Gigi Proietti, Giancarlo Giannini, Leo Gullotta, Vittorio Mezzogiorno, Monica Vitti, Giuliana De Sio, Philippe Noiret, Virna Lisi, Turi Ferro, Massimo Girotti, Renzo Montagnani e così via …

Mina : Anche il teatro ti ha dato grande soddisfazioni … se non erro hai portato in scena anche famosi lavori di Luigi Pirandello …

Michele Placido : Si, sul finire degli anni novanta mi sono dedicato al teatro pirandelliano, uno dei migliori lavori è stato per me “Caffè della stazione”, opera in due atti del drammaturgo siciliano, c’era un cast affiatato … ho anche delle foto (mostra delle foto) … poi nel camerino insieme al mazzo di fiori (Mina ride e ringrazia per la galanteria) ho lasciato anche una videocassetta con il mio meglio cinematografico, teatrale e televisivo. E’ inclusa anche una lunga intervista dove un po’ mi racconto … caso mai stasera mandavamo in onda quella … (ridono insieme)

Mina : Dunque tu sei pugliese … e sai che stasera la fantasia da far votare sarà dedicata a uno dei più grandi cantautori del mondo, un grande attore e interprete della canzone, conduttore televisivo e grande showman e intrattenitore … un uomo che letteralmente vola sulle sue note …

Michele Placido : Pugliese, grande attore e cantante, vola … non può essere che Modugno.

Mina : Esatto, di fatti Modugno non è siciliano o napoletano come molti credono, è stato adottato da queste due regioni, ma il Mimmo Nazionale nacque a Polignano a Mare in provincia di Bari, un paesino dalle case bianche a picco sul mare … chissà se quel paesino gli ha ispirato una delle canzoni della sua sterminata discografia … Devi sapere che Mister Volare ha cantato in italiano, napoletano, pugliese, siciliano, tedesco, spagnolo, francese e inglese …

Michele Placido : Dopo che canterai la fantasia musicale a lui dedicata, e credo che sarà stato uno sforzo enorme scegliere tra tutte le canzoni, se si pensa che la prima canzone è stata composta nel 1943, a soli 15 anni e nel 1947 scappò via dal paese facendosi conoscere prima come attore che come cantante … quindi dicevo, che dedicherò una poesia/canzone/biografia scritta dallo stesso autore e che faceva parte del film “Tutto è musica” diretto stesso da lui e che aveva nel cast due suoi compagni di strada, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia …

Mina : Si … no vedo l’ora di sentirla …

Michele Placido : Ma prima ti prego di cantare la fantasia di brani … muoio dalla voglia di ascoltare ancora per una volta la tua voce entrarmi nell’anima …

Mina : (ride) … Se … piglia in giro te …

Michele Placido : Non sono l’uomo che prende in giro …

Mina : Va bene … io ci credo ?

Michele Placido : Cosa pensi di me ?!

Mina : Che sei un grande attore …

Michele Placido : Ti ringrazio, ma dicevo come uomo …

Mina : Ma mi stai corteggiando ?

Michele Placido : E poi dicono che gli uomini si perdono in chiacchiere … se trovi donne che non ti danno nemmeno il tempo dell’approccio … Beh comunque il corteggiamento televisivo è finto, è recitato, o meglio loro pensano sia così … (indica il pubblico)

Mina : Allora mi ritengo fortunata … essere corteggiata da te …

Michele Placido : Come diceva una vecchia canzone “Tu sei nata per essere adorata …”

Mina : Bella canzone (cambiando discorso) … Sai che l’ ho interpretata tanto tempo fa in televisione …

Michele Placido : Perché cerchi di deviare il discorso … hai ragione … ne parliamo caso mai dopo, ora te hai voglia di cantare, io ho voglia di ascoltare, al pubblico non importa niente se riesco a convincerti a uscire una sera insieme a me …

Mina : (cantando scherzosamente) Una serata insieme a te … per riprendere il discorso …

Michele Placido : (al pubblico) E lei se la canta …

Mina : E cosa dovrei fare ? Tu sei un attore e reciti la parte dello spasimante, io sono una cantante e canto …

Michele Placido : Faccio una presentazione alla tua fantasia ?

Mina : Perché no …

Mina : E allora … Signori e signori Mina !

 

DELFINI

Tanto tempo fa,
un grande filosofo indiano scrisse :
nel mare della vita
i fortunati vanno in crociera,
altri nuotano,
qualcuno annega.

Ehi capitano mio vado giù,
non è blu questo mare,
non è blu,
tra rifiuti, pescecani ed SOS,
vado alla deriva
sto affogando !
Che cacchio stai dicendo ?
Affoghi in un bicchiere ...
sai nuotare come me,
più di me,
ce la fai,
se lo vuoi,
si che puoi,
prendi fiato e vai
e vai che ce la fai.

Sai che c'è,
non ce ne frega niente
dei pescecani
e di tanta brutta gente,
siamo delfini
è un gioco da bambini il mare.

Ehi capitano mio c'è una sirena,
dice che mi ama,
forse le credo ...
non lo so !
Lo saprai se anche tu l'amerai,
non ci si nega mai,
dille di si,
dille di si,
si, si, si !

Sai che c'è,
non ce ne frega niente
sirene o no
noi c'innamoriamo sempre,
siamo delfini
giochiamo con le donne belle.
Sai che c'è
non ce ne frega niente
il mare è ...
è un letto grande grande,
siamo delfini,
è un gioco da bambini il mare .

Mare,
facci sognare tu,
nei tuoi fondali verdi e blu,
quanti tesori immersi,
sommersi !

Ehi capitano mio siamo accerchiati,
da cento barche, arpioni, navi
e cento reti ... !
Fuggi via tu che sei più veloce,
mi hanno solo ferito
ma sopravvierò !

Sai che c'è,
non ce ne frega niente
il mare è ...
è morire cento volte,
siamo delfini
giochiamo con la sorte !

Sai che c'è,
non ce ne frega niente
vivremo sempre
noi sorrideremo sempre,
siamo delfini 
è un gioco da bambini il mare ...

è un gioco da bambini il mare !

 

MUSETTO


La più bella sei tu, 
il tuo nome è Lilì. 
Spettinata così 
tu mi piaci di più. 
Oh! No! 
Cara, 
non cambiare anche tu! 
Dolce, 
non tagliarti i capelli 
non truccarti di più, 
amore. 
Ma tu, 
bella, 
hai deciso così, 
mia, 
di vestirti di rosso 
di chiamarti Gigì. 
Vivi così 
tra «boutiques» e caffè 
mangi «roast-beef» 
bevi solo frappè... 
Ma perché?.. 
Oh! No! 
Cara, 
resta sempre così, 
bella, 
col musetto pulito, 
col tuo nome Lilì. 
La più bella sei tu... 
Spettinata così... 
Buonanotte, Lilì! 

 

IO, MAMMETA E TU

Ti avevo detto, dal primo appuntamento,
'e nun purtá nisciuno appriesso a te...
Invece mo nu frato,
na sora, na nepote...
sola nun staje na vota:
ascimmo sempre a tre!
E mi hai promesso: "Domani chi lo sa...
vengo io soltanto...soltanto con mammá!..."

Io, mámmeta e tu...
passiammo pe' Tuledo,
nuje annanze e mámmeta arreto...
Io mámmeta e tu...
Sempe appriesso,
cose 'e pazze:
chesta vène pure ô viaggio 'e nozze...
Jamm'ô cinema, a abballá...
si cercammo 'e ce 'a squagliá,
comm'a nu carabiniere
chella vène a ce afferrá...

Ah...Ah...Ah...
ma, 'nnammurato,
só' rassignato:
Non reagisco più...
Io, mámmeta e tu!...

Io, mámmeta e tu!...

Ma San Gennaro mm'aveva fatto 'a grazia:
ll'ata matina nun ll'ha fatta aizá:
Teneva ll'uocchie 'e freve,
pareva ca schiattava,
io quase mme credevo
d'ascí sulo cu te...
Nu filo 'e voce, però, truvaje mammá:
"Da 'a piccerella ve faccio accumpagná..."

Io, sòreta e tu...
Jamm'ô bar ô Chiatamone:
"Vuó' 'o cuppetto o vuó' 'o spumone?"
"Chello ca costa 'e cchiù!"
Pe' ricordo 'e 'sta jurnata,
dint''a villa, ce hanno fatt''a foto...
Vò' 'o pallone, vò' 'o babbá
nun se fida 'e cammená...
guardo a essa, guardo 'o mare...
stó' penzanno 'e ce 'a mená...

Ah...Ah...Ah...
ma, 'nnammurato,
só' rassignato...
non regisco più...
Io, sòreta e tu!...

Io, sòreta e tu!...

Ammore mio, staje sempe cu 'e pariente...
chesta famiglia mme pare na tribù...
Arrivano 'a Milano,
arrivano 'a ll'Oriente...
e tutta chesta gente
sta sempe attuorno a me...
Na vecchia zia ca steva a Cefalù,
venuta ccá, nun se n'è ghiuta cchiù...

Io, zíeta e tu...
poverina, è sofferente,
ogne tanto, nu svenimento...
io, zíeta e tu...
Ll'uovo frisco, 'a muzzarella,
cammenammo sulo in carrozzella...
Stó' pavanno 'a ccá e 'a llá...
'E denare chi mm''e ddá?!
O te lasso o, fra nu mese,
stó' cercanno 'a caritá!...

Ah...Ah...Ah...
tu mm'hê 'nguajato...
mme sposo a n'ata,
nun ve veco cchiù...
Mámmeta, sòreta e tu...
páteto, fráteto e tu...
nònneta, zíeta e tu...

páteto, fráteto, nònneta,
sòreta, sòreta, zíeta,
zíeta, páteto, páteto,
fráteto, fráteto, nònneta...
nònneta, páteto...'o cane...

...Scusate giuvinò', io só' 'a bisnonna...
só' turnata proprio mo da 'o 'spitale...

Aaaaaaahhhhhh!!!!!

 

PASQUALINO MARAJA'

Un certo Pasqualino pescatore,
viveva in assoluta povertà:
però sentiva sempre in fondo al cuore
qualcosa che diceva :"Un dì verrà!".
E un bel dì giunse a Sorrento
una principessa indiana
sopra un grosso bastimento :
la bellissima Kalì.
Pasqualino la guardò
E Kalì s'innamorò
ed in India lo portò...
Pasqualino Marajà,
a cavallo all'elefante,
con in testa un gran turbante,
per la jungla se ne va.
Pasqualino Marajà
non lavora e non fa niente :
fra i misteri dell'Oriente
fa il nababbo tra gli indù,
ndu du dun dun dun dun da!
Ulla! Ulla! La..
Pasqualino Marajà
non lavora e non fa niente:
fra i misteri dell'Oriente
fa il nababbo tra gli indù,
ndu du dun dun dun dun da!
Ulla! Ulla! La.
Ulla! Ulla! La.
Cento casse
di diamanti grossi grossi...
mentre principi potenti
gli s'inchinano davanti,
lui si fuma il narghilé.
Eh! Eh! Eh!
Eh! Eh! Eh!
Pasqualino Marajà
ha insegnato a far la pizza,
tutta l'India ne va pazza,
solo pizza vuol mangiar!
Pasqualino Marajà
ha imparato a far l'indiano
ma, da buon napoletano,
chiama tutti :"Ué, paisà!"

 

 

VECCHIO FRACK

E' giunta mezzanotte si spengono i rumori
si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffè
le strade son deserte, deserte e silenziose
un'ultima carrozza cigolando se ne va
il fiume scorre lento frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo dorme tutta la città
solo va un vecchio frack

Ha un cilindro per cappello due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo la gardenia nell'occhiello
e sul candido gilet un papillon un papillon di seta blu

Si avvicina lentamente con incedere elegante
ha l'aspetto trasognato malinconico ed assente
non si sa da dove viene nè dove va
di chi mai sarà quel vecchio frack?
bonne nuit, bonne nuit bonne nuit 
bonne nuit buonanotte
va dicendo ad ogni cosa ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato che randagio se ne va

E' giunta ormai l'aurora si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco tutta quanta la città
la luna si è incantata, sorpresa e impallidita
pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.
Sbadiglia una finestra sul fiume silenzioso
e nella luce bianca galleggiando se ne van
un cilindro, un fiore, un frack


Ha un cilindro per cappello due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo la gardenia nell'occhiello
e sul candido gilet un papillon un papillon di seta blu

Galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne va
di chi sarà, di chi sarà quel veCchio frack
adieu adieu adieu adieu vecchio mondo
ai ricordi del passato ad un sogno mai sognato
ad un abito da sposa primo ed ultimo suo amor.

 

LA LONTANANZA

Mi ricordo che il nostro discorso
fu interrotto da una sirena
che correva lontana chissà dove
io ebbi paura come sempre
quando sento questo suono
penso a qualcosa di grave
e non mi rendevo conto che per me e per te
non poteva accadere nulla di più grave
del nostro lasciarci
allora come ora

Ci guardavamo
avremmo voluto rimanere abbracciati invece
con un sorriso ti ho accompagnata per la solita strada
ti ho baciata come sempre e ti ho detto dolcemente
la lontananza sai è come il vento
spegne i fuochi piccoli
accende quelli grandi

La lontananza sai è come il vento
che fa dimenticare chi non s'ama
è già passato un anno ed è un incendio
che mi brucia l'anima
io che credevo di essere il più forte
mi sono illuso di dimenticare
e invece sono qui a ricordare
a ricordare te

La lontananza sai è come il vento
che fa dimenticare chi non s'ama
è già passato un anno ed è un incendio
che brucia l'anima
adesso che è passato tanto tempo
darei la vita per averti accanto
per rivederti almeno un solo istante
per dirti perdonami
non ho capito niente del tuo bene
ed ho gettato via inutilmente
l'unica cosa vera della mia vita
l'amore tuo per me

ciao amore
ciao non piangere
vedrai che tornerò
te lo prometto ritornerò
te lo giuro amore ritornerò
perché ti amo
ti amo
ritornerò
ciao amore
ciao
ti amo !

 

(Michele Placido entra di nuovo in scena)

Michele Placido : Ti sentivo cantare, e più mi stupivo di come una donna può farsi amare con il solo uso della sua voce ... poi se c'è anche la bellezza tanto meglio ...

Mina : Piaciuta la fantasia ?

Michele Placido : Bellissima ... sono tutte canzoni che ricordano un po la mia gioventù, pensa che quando Modugno vinceva il Festival di Sanremo 1958 io ero un giovanissimo ragazzino ... quindi sono canzoni che mi hanno portato indietro con gli anni, prima l'infanzia e poi l'adolescenza ... una vita attraverso le canzoni !

Mina : Dunque Michele io ora ti lascio da solo perchè tu hai da proporci il tuo omaggio a Domenico Modugno ...

Michele Placido : Si, infatti interpreterò per la gioia di tutti "La storia di Mimino Modugno" ... e volevo anche ringraziare il figlio Massimo presente in sala e mi scuso con lui se non l' ho fatto prima ... (Massimo si alza e ringrazia) ... è lui che mi ha permesso di riscoprire questo bellissimo brano cantato/recitato ...

Mina : Va bene ... allora "Signori e signori, la storia di Mimino Modugno"

Signore e signori,
mò ve cuntu la storia vera e fauza de lu Mimino Modugno !
Lu chi ?
Uffa !
Domenico Modugno !
Chiù megghiu riconosciutu come lu figghiu de lu capigguardia,
e si perchè suo padre nel paese è n'autorità.
A lu paise de lu Mimino
tutti li Minici, ossia Domenico,
li chiamano appuntu "Mimino",
mentre a lu paese della mamma
mi chiamano "Mingucc"
oppure "Minguccill"
ma questa è un'auta storia
che vi racconterò più in là.

Dunque :
c'era una volta
lu Mimino Modugno,
lu figghiu de lu capigguardia
ca nun tinìa nè arte e nè parte.
L'unica cosa che sapea fare
era quidda che sapea suonare la fisarmonica.

Però, intra lu core sou,
voleveva fare l'artista
ovverosia l'attore.
E cu' 'sta fisarmonica
li primi tempi era bellu
per centra tuttu lu paise
era sulamente iddu
ca la sapìa sunari,
ma poi a lungo andare
eh eh rumpìa la capa a tutti li cristiani;
endring e drang
endring e drang
endring, drang, drong
dalla mattina alla sira.

E la notte poi unun ne parlamo !
Tutte le notti erano serenate
a tutte le strie, ragazze,
de tutto lu paise.
Ma a dire la verità lu Mimino
tutte 'ste serenate nun le portava sulamente per amore.

Spesso e volentieri
se facea dare li picciuli,
eh, se facea pavare.
E si perchè erano su ordinazione,
ordinazione de quarche zitu "nnammurato,
fidanzato innamorato.
Però lu Mimino era sempre scuntentu
e, dalli oggi e dalli domani,
alla fine se confidau
cu "ddò amici soi intimi,
e "nni disse :
"Mende vau,
mende vau a "Rroma a fare l'artista"
voleva dire l'attòre,

E la mamma
povera cristiana
chiangìa e ni dicìa :
"Figghiu mì ! ...
Ma ce ste' dece' ?
A "ddò vu'scì ?
A "Rroma ?
Ma a "Rroma fece freddo !
A "Rrima se more de feme !
Sint' a mamma tò,
fa "nna domanda 'ind'i carabbenieri,
ac'ssì, chiene chiene
fece come zio Ant', tuo zio,
da carrabbeniere appuntet',
vice brigadiere, brigadiere
e maresciall'
e sulament' accussì
'nu stuozzo di pene
nu' te pot' manchè' mmei,
sint'a mamma tò.

Lu Miminu,
comu la mamma, lu sire e li frati,
era di Polignano a Mare,
provincia de "Bbari,
e puro iddu avrebbe parlato comu la mamma
se il padre non avesse avuto la fortuna
di essere trasferito a San Pietro Vernotico,
eh ca quando noi parlamo l'italiano,
no' per dire, ma,
oh, ni scangiano 'pe toscani !
Beh, insomma, per farla breve,
lu Miminu un bel giorno,
anzi, 'na bella notte,
partìo senza salutare nè amici nè parienti
e ppè tre-d-o quattr'anni
nun se nne sippe nienti.

Finchè nu giurnu se sippe :
"Ma lu sapite chi ha vintu lu Festival de San Remo ?"
"Cine ?"
"Lu Miminu Modugno !"
"Cine lu figliu de lu capigguardia ?"
"Sine, propriu iddu,
lu Mimino nuesciu,
lu Mimino nuesciu,
beddu mio !".

De tantu,
lu Mimino ha "bbutu tanta fortuna,
ma la cosa ca "cchiù n'è rimasta 'ntra' lu core
è lu paise soo,
i vecchi amici soi,
e l'afetto de tutta 'sta ggente
ca forse, senza cu"llu sape,
m'ha ddato la forza e la possibilità
de realizzare 'na storia cussì bedda,
ma tantu bedda,
ca quasi quasi,
pare 'nu sognno ...

Penso che un sogno così non ritorni mai più !


(Mina ringrazia Placido, lui si congeda al pubblico ed esce a destra)


Intanto Mina è già pronta per la sigla finale ma lascia lo spazio a Luca Giurato per annunciare i risultati della gara e per lanciare il nuovo giro di votazioni ma vengono interrotti da Oka, la vaporosa signora maestra di cerimonie, apparsa anche l'altra settimana nella puntata con Delon.

Caro Giurato,  la sintesi è l'obiettivo che mi propongo in questi doverosi ringraziamenti.  Spiare dietro l'occhiello magico i VIP minosi è sempre una nostra prerogativa, una tradizione che ci contraddistingue. Continuano ad arrivare le Vostre lettere di protesta per i mancati spogliarelli e per i particolari più trasgressivi. Noi comprendiamo i Vostri pruriti, ma le bon ton è il nostro biglietto da visita. Siamo felici per l'elevata tiratura di oggi. Un codazzo mai visto. La povera Orietta non riusciva a raccogliere una rosa, che ci lanciavate con affetto, che immediatamente arrivava un pomodoro. Consolate dal fatto che domani non passeremo dal fiorista e dal fruttivendolo. Orietta ad un certo punto mi ha passato la Singer e nei miei collage ho fatto disastri a non finire. In risposta alle rose ho incollato i carciofi, mentre ai pomodori ho associato le orchidee. Da Pinocchio siamo passati a Mastro Geppetto, dalla Jena a Jack lo Squartatore, dal finto nick allo pseudo nick, dall'io esisto al tu sei falso, da chi si chiede perché F.L.V. ci stia antipatico a chi si interroga se il Belloccio dorma tra i due Daniele o da solo. Gentili Lettriciui, noi siamo commosse da tutto questo vortice di curiosità legittime, di interrogativi e di applausi osannanti. Orietta è allarmata per questo Dadadada il biricchino e spera proprio che sia il suo Ottavio a difenderla così valorosamente dai quintali di pomodori e cachi. L'ho rassicurata che questo biricchino potremmo adottarlo come mascotte dei nostri pruriginosi divertissement. Noi siamo fiere ed orgogliose di questa nuova rivelazione. Ne faremo un'icona per le prossime puntate. Ragazze STOP-OKA è nata per divertire e non per annoiarVi! Ci chiediamo a volte come facciamo ad essere così oke, ma poi ci consoliamo quando leggiamo altre testate che abbondano sui tavoli delle parrucchiere. Amiamo, dunque, il codazzo, le annunciazioni ed i teatrini. Ripudiamo le “analisi lucide”, i “perplessi”, i seriosi, i moderati ed i pacati, siamo estranei alla timidezza e prestiamo il nostro megafono a qualsiasi starnazzo che ci strappi allo stress della routine quotidiana. Sì, sì, mille volte sì!

 

RISULTATI DELLA QUINTA TRASMISSIONE

Passano il turno:

UNE BELLE HISTOIRE  (con un totale di 11 voti)
LA BOHEME  (con un totale di 9 voti)
LOVE ME, PLEASE LOVE ME  (con un totale di 7 voti)

Vengono eliminate dalla gara :

Que reste-t-il de nos amours (5 voti)
Les Champs Elysèes (4 voti)
Le Sud (4 voti)

Possiamo dire che nella fase successiva avremo nel :

Primo Girone : ARRIVEDERCI ROMA - NIGHT AND DAY - IO E TE DA SOLI - UNE BELLE HISTOIRE
Secondo girone : I GET A KICK OUT OF YOU - BUGIARDO E INCOSCIENTE - L'EMOZIONE NON HA VOCE
Terzo girone : NON CREDERE - TANTO 'PE CANTA' - L'ARCOBALENO - LOVE ME, PLEASE LOVE ME
Quarto girone : ROMA NUN FA LA STUPIDA STASERA - BEGIN THE BEGUINE - GRANDE AMORE - LA BOHEME


Mina ringrazia di parte sua il pubblico e Luca Giurato che si complimenta con lei alla sinistra del teatro, mentre l'orchestra attacca la sigla di chiusura che canta in ogni puntata :

Can't take my eyes of off you

Ascolta e scarica la canzone in formato MIDI FILE

 

Ha condotto la serata Luca Giurato
Sono intervenuti : Michele Placido, Massimo Modugno, A. & H. Kessler
Orchestra diretta da Gianni Ferrio
Danilo Rea - Pianoforte, fender e fisarmonica
Massimo Moriconi - Basso e contrabasso
Andrea Braido - Chitarre
Alfredo Golino - Batteria
Stefano Pisetta - Percussioni
Anthony Flint - Primo violino
Archi e cori diretti da Gianni Ferrio
Coordinamento artistico di Massimiliano Pani
Testi di Paolo Driussi, Ottavio Buonomo e Franco Lo Vecchio
Regia di Paolo Driussi

Si ringrazia lo staff di Pamabù
Indirizzo per votare : uomoperme@latinmail.com

 

Arrivederci alla prossima puntata


Nota bene : Regole della gara

REGOLAMENTO "E' L'UOMO PER ME"

Il gioco è organizzato in 4 turni.

PRIMO TURNO :

Le canzoni sono presentate in 8 gironi da 6 canzoni.
Le 3 canzoni più votate di ogni girone passano al secondo turno
di 4 gironi da 6 canzoni.
In caso di parità di voti l’ordine è determinato dall'anno di pubblicazione del brano
(una canzone "più vecchia" ha la precedenza su una "più nuova").

Per mischiare le canzoni la composizione dei gironi del secondo turno
è fatta con le seguenti regole: (sono indicati con i numeri romani
il numero del girone e in cifre decimali la posizione ottenuta nel
girone del primo turno):

Primo girone: I.1, II.2, III.3, V.1, VI.2, VII.3
Secondo girone: II.1, III.2, IV.3, VI.1, VII,2, VIII.3
Terzo girone: III.1, IV.2, V.3, VII.1, VIII.2, I.3
Quarto girone: IV.1, V.2, VI.3, VIII.1, I.2, II.3

Passano al terzo turno (semifinali) le prime 3 classificate di ogni girone.
In caso di parità di voti si sommano i voti del turno precedente.
Se persistesse ancora la parità si applicano le regole del primo turno.

Per mischiare le canzoni la composizione dei 2 gironi del terzo turno è fatta
con le seguenti regole: (indico con i numeri romani il numero del girone e
in cifre decimali la posizione ottenuta nel girone del secondo turno):
primo girone: I.1, II.2, III.3, IV.1, I.2, II.3
secondo girone: III.1, IV.2, I.3, II.1, III.2, IV.3

Passano alla finalissima le prime 4 classificate delle semifinali 
Finalissima con 8 canzoni. La canzone più votata sarà la vincitrice di "E' L'UOMO PER ME 2003".
Per il primo turno, chi vorrà partecipare alla votazione, indicherà due sole canzoni
fra le sei proposte, indirizzano una e-mail a

uomoperme@latinmail.com

 


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