ACERRA
TESTI DI OTTAVIO BUONOMO
Martedì 17 aprile 2007: Destinazione Acerra. Era da tempo che ripetevo a Paolo “Quando verrai dalle mie parti, ti faccio vedere i luoghi dove sono nato e cresciuto, e quelli dove vivo…”. Paolo mi diceva: Ma si… io voglio vedere tutto, anche il corso che percorrevi con la tua copia di “Veleno” (un disco di Mina del 2002) e tutto impazzito dicevi vicino agli automobilisti “’A scemi! Ma che suonate? Guardate cosa ho io in mano!”… Voglio vedere il Teatro Italia, il tuo studio, la tua strada, tutti i luoghi di cui mi parli sempre…
|
|
|
Il portone da dove si può accedere all'abitazione di Ottavio |
Pensavo… lo stradone che ho percorso con la mia copia di “Veleno” non so se riuscirò a farglielo vedere… beh, è una cosa che oggi non rifarei… non perché sono diventato più timido, oppure perché avrei vergogna, forse preferisco far sfociare la mia follia in altri campi. Anche il CAM (collezionismo assoluto Mina) è una follia, vista la sua vastissima produzione. Ma oggi comunque non lo rifarei… o forse si? Ma cosa importa alla gente se mi muovessi ancora nel traffico con una bustina contenente un cd di una cantante italiana che fa dischi da cinquant’anni...
|
|
|
Ottavio fuori dal "Teatro Italia" |
Da Via Duomo alla Stazione Centrale ci spostiamo con la metropolitana, e da Napoli ad Acerra con la circumvesuviana, la cui stazione dista alcuni chilometri dal centro, quindi, una volta arrivati nel mio paese, prendiamo un autobus che ci porta al Corso Italia, a pochissimi metri da casa mia. Io abito in una zona centrale, a due passi dalla Stazione Centrale, dal Duomo, dal Castello Baronale e da supermercati e punti d’incontro dei giovani. Io abito in Via Zara, dove ho frequentato sia la scuola elementare (II Circolo, di fronte casa mia) sia che la scuola media (S.M.S. Michele Ferrajolo, a cento metri da casa mia).
|
|
|
Facciata esterna del Duomo di Acerra |
Prima di andare a casa e riposarci un po’ per poi uscire di nuovo, Paolo preferisce prende un caffè. Passiamo per Via Calzolaio (dove una volta si faceva un piccolo grande mercatino) poi per l’antico Corso Garibaldi e poi per Via Petrella. Incontro alcuni conoscenti e li presento a Paolo. Per strada, mentre porto Paolo verso casa mia, incontriamo mio fratello Vincenzo Carmine (da tutti chiamato solo Enzo) uscito per comprare provola e mozzarella, e poi incontriamo l’altro mio fratello, Sergio, che mi saluta e mi consegna le chiavi dell’auto, e si rassicura che io le porti sopra.
|
|
|
Piazza Duomo |
Entriamo nel mio palazzo di Via Zara. Io abito al quinto piano, per salire prendiamo l’ascensore! E’ un condominio come tutti gli altri. Busso al campanello e viene ad aprire mia madre.
|
|
|
Paolo a Piazza Duomo |
Paolo entra nella mia casa! Che strano effetto… Quel signore conosciuto quattro anni fa grazie ad internet è a casa mia, cammina nel mio corridoio, entra nel mio studio… e nel mio studio parecchie cose raccontano del nostro grande rapporto di amicizia, ma non di quella sbandierata ai quattro venti solo per dire che si ha un amico, o forse perché fa chic ed è alla moda gridare “Viva l’amicizia, viva l’amore e abbasso la guerra”. L’amicizia con Paolo è basata sulla stima reciproca, sul rispetto e su diverse passioni in comune… forse dire questo è poco e banale, ed ancora i miei dubbi mi conducono alla strada di altri “forse” che mi creano altre domande: Ma alla gente importerà di quello che sto scrivendo? E’ giusto che io descriva, senza magari il fascino dei grandi poeti o dei grandi disegnatori di parole, i miei sentimenti?... Sembra che io ami parlare molto di me e che sono pronto a raccontare aneddoti della mia vita in ogni momento, ma non è così! Ci tengo al mio privato, alla mia vita… del teatro e dei miei viaggi posso raccontare invece quasi tutto perché ho condiviso dei momenti con tante altre persone, che a loro volta, potrebbero raccontare quello che hanno vissuto, come lo hanno vissuto!
|
|
|
Castello Baronale di Acerra |
Paolo entra nel mio studio. La prima cosa che nota sono le pareti: manifesti dei miei spettacoli sotto vetro, collage di fotografie di scena, ritratti e fotografie ed in alcuni casi autografi di alcuni grandi dello spettacolo, la lettera che mi scrisse Alberto Sordi, le lettere di alcuni miei amici, ritratti con il mio viso (in alcuni simpaticamente caricaturato), souvenir, un grande crocifisso, calendari… Paolo prende mezzora per guardarsi tutto attentamente. Si sofferma e commenta le locandine dei miei spettacoli, le fotografie che ci ricordano un momento vissuto insieme, le immagini di quei divi che da tanti anni ci fanno compagnia com Totò, Mina, Adriano Celentano, Rita Pavone, Claudio Villa, Nino Taranto, Giuni Russo, Eduardo De Filippo… poi nota i libri ammonticchiati sulla scrivania… narrativa, umorismo, filosofia, romanzi, letteratura classica, Dante Alighieri, Pier Paolo Pasolini, Luciano De Crescenzo… ed uno sopra l’altro… Eduardo De Filippo, Pablo Neruda, Melissa P… ed uno sopra l’altro… Twain, Enzo Biagi, Ferdinando Russo… ed uno sopra l’altro… una montagna di parole! Poi Paolo si siede alla mia scrivania (il computer è in riparazione, è nelle mani del tecnico). Poi legge alla telecamera “’O sole và addo vò”, un mio testo.
|
|
|
Chiesa Maria SS. Del Suffragio di Acerra |
Poi prendiamo un caffè in cucina. Lo preparo io… in casa mi chiamano “il mago del caffè”. Lo so fare bene! Sono le undici e mezza, in casa siamo solo Paolo, mia madre ed io. Paolo fa vedere le fotografie di Napoli e Sorrento alla signora Maria Concetta (mia madre). Prendiamo il caffè, ed arriva mio padre che saluta Paolo. Poi scendiamo nuovamente: voglio portare Paolo al centro storico di Acerra, a due passi da casa mia!
|
|
|
Piazza Castello vista dall'alto |
Percorriamo Via Zara, poi il Corso Garibaldi, poi ci fermiamo al Duomo settecentesco, dove Paolo si ferma a scattare delle fotografie.
|
|
|
Giardino del Castello Baronale di Acerra |
Dopo ancora… Via Roma, Via Annunziata e poi Piazza Castello. Qui Paolo preferisce sedersi su di una panchina e poi proseguire con la visita dello Storico Castello Baronale. In piazza Castello c’è un monumento al Milite Ignoto e la Chiesa Maria SS. Del Suffragio (che organizza, ogni anno, la solenne processione del venerdì santo, una tradizione che si rinnova ormai da più di cento anni). Paolo ed io scattiamo delle fotografie, poi ci spostiamo all’interno del Castello. Per visitare il Museo della Maschera di Pulcinella e dell’Arte Contadina è troppo tardi, è quasi l’una e tra poco si deve pranzare. Facciamo in tempo a visitare il meraviglioso giardino, accarezzato dai raggi di un sole forte e caldissimo.
|
|
|
Giovanni Buonomo, padre di Ottavio |
Eh, fa proprio caldo! Sembra piena estate, a poco meno di un mese da questa bella primavera! Prometto a Paolo, che quando tornerà dalle mie parti, gli farò vedere anche il Museo all’interno del Castello Baronale, ed altre strade che, per cause del tempo incalzante, non abbiamo potuto percorrere. Verso l’una e mezza ritorniamo a casa. I miei fratelli si sono ritirati, mio padre è in camicia, mia madre ha messo sul fornello la pentola dell’acqua per lessare la pasta. Un ottimo pranzo ci aspetta, prelibatezze della tradizione culinaria napoletana. Il menù che ho concordato con mia madre appartiene a quella cucina semplice, delicata e saporita!
|
|
|
Un momento del pranzo a casa di Ottavio |
Paolo assaggia una buonissima impetata di cozze (che non aveva mai assaggiato prima), una ottima pasta e fagioli con le cozze, gli spaghetti sciuè sciuè con pomodorino e basilico, poi la provola e la mozzarella “delle nostre parti” e i pomodorini del piennolo fatti con olio, aglio, basilico e origano (tipo caprese). Mia madre è una di quelle donne che mette ancora i pomodori appesi ai balconi per farli appassire al sole (così sono più dolci e più saporiti), prepara dolci e rustici per ogni festa civile o religiosa che sia, fa i barattoli di sottoli (melanzane, carciofini, peperoni) e i liquori tipici (nocillo e limoncello). Paolo si meraviglia di come si riescono a conservare ancora queste tradizioni, si complimenta con mia madre e poi fa il paragona con le donne di ieri e quelle di oggi. Non tutte sono uguali, per carità, ma è raro trovare una ragazza di oggi (moglie e mamma domani) che tiene a conservare queste piccole ma significative tradizione. E’ la società che sta cambiando…
|
|
|
Impepata di cozze |
Poi arriva il momento del caffè… lo faccio ancora io, lo prendono tutti!
|
|
|
Pasta e fagioli con le cozze |
A Paolo piace il mio caffè. Mio padre verso le quattro deve uscire, lo stesso i miei fratelli. Paolo e mia madre parlano del più e del meno, io mi preparo per andare a fare la lezione di recitazione ai Cantori del Cuore dell’Associazione Voci del Cuore onlus di Acerra.
|
|
|
Paolo prende il caffè |
Insegno recitazione da quasi due anni, e con I Cantori del Cuore ho già portato in scena diversi spettacoli. Quello che mi ha dato più soddisfazione è “’O vico ‘dè scugnizze” (giugno 2006), replicato più volte a grande richiesta.
|
|
|
Vincenzo C. Buonomo, fratello di Ottavio |
Verso le quattro e mezza scendiamo. Percorriamo Via Zara, passiamo per la Villa adiacente alla Stazione Ferroviaria di Acerra, poi percorriamo Corso Diaz, Via Giovanni XXIII ed arriviamo in Via Cilea n. 20, sede legale (ed attualmente operativa) dell’Associazione Voci del Cuore onlus. La lezione di recitazione è alle cinque e mezza, io da maestro, come sempre, preferisco sempre arrivare prima (anche con un’ora di anticipo) per informarmi delle varie novità. Ad accoglierci trovo Maria Aprile (maestra di canto e presidente dell’Associazione) che ci offre un buon caffè, con lei anche i suoi tre figli Andrea, Cristina e Chiara. Paolo fa conoscenza con tutti.
|
|
|
Maria Aprile, maestra di canto e presidente dell'Associazione Voci del Cuore onlus |
Man mano cominciano ad arrivare I Cantori del Cuore… Alcuni ragazzi non verranno e salteranno quindi questa lezione. Lo spettacolo che preparo è “I nostri nomi in cartellone” una mia commedia brillante con musiche. Il mio personaggio è Leonardo.
|
|
|
Ottavio prova "I nostri nomi in cartellone" con i Cantori del Cuore |
“I nostri nomi in cartellone” è una coinvolgente favola a metà tra l’allegoria e l’estrema realtà presentata in maniera cruda, quasi un romanzetto popolare raccontato dal popolo. La trama è semplice ma notevoli sono i risvolti narrativi, e caratteristiche sono le interpretazioni, per lo più esasperate. Si pensi all’incattivimento dell’uomo di potere vestito da un “Caro dottore” qualsiasi, di cui non viene indicato il nome, il ruolo ed il rango, oppure alle divertenti trovate di una cuoca che farcisce i suoi discorsi con metafore culinarie, o ancora al personaggio del “Segretario del caro dottore”, ridicolizzato nei movimenti con le sue ambizioni ed il suo arrivismo.
|
|
|
Ottavio prova una scena de "I nostri nomi in cartellone" con Carla Puzone che interpreta il ruolo della cuoca Bianca |
“I nostri nomi in cartellone” è una favoletta relativamente moderna, perché non esistono reality show, non ci sono bambini che giocano con la play station, non ci sono dialoghi che possano riportare ad un periodo preciso, a parte alcune licenze, che vogliono essere simpatici omaggi a grandi personaggio della cultura in generale, dello spettacolo e della religione. Vengono citati ad esempio Albano, Mina e Papa Benedetto XVI.
|
|
|
Ottavio prova una scena de "I nostri nomi in cartellone" con Andrea Di Nardo |
I personaggi de “I nostri nomi in cartellone” sono folli. Qui la follia è soggettiva, e viene espressa attraverso il protagonismo, l’eccentricità, il presenzialismo, la curiosità e addirittura la timidezza. Per quest’opera mi sono avvalso di acute menti e di preziose collaborazioni, cercando di arrivare al cuore della gente utilizzando linguaggi semplici, eliminando artifici e incisi che avrebbero potuto alimentare l’intreccio ma allo stesso tempo avrebbero contrastato lo spirito con il quale è stato realizzato questo lavoro.
|
|
|
I Cantori del Cuore provano una coreografia |
La storia de “I nostri nomi in cartellone” vuole che Leonardo, un tipografo di mezza età appassionato di teatro (in gioventù è stato un apprezzato fantasista), fonda una associazione che svolge attività di promozione culturale e di solidarietà, attraverso spettacoli con protagonisti un gruppo di bambini. Ed anche le loro mamme “vogliono stare in mezzo”, vogliono anche loro cantare, ballare e recitare, ma per divertimento, sempre nel rispetto dell’operato dei maestri dei loro pargoletti e l’impegno nell’apprendere le nozioni fondamentali di diverse arti, da parte dei loro figli, che mostrano interesse ed entusiasmo per ciò che imparano e felicità per il clima famigliare e gioioso che vivono nei loro pomeriggi. I bambini sono impegnati tre giorni a settimana a casa di Leonardo, un pomeriggio per la lezione di canto (con la maestra Lisa), un altro pomeriggio per la lezione di recitazione (con Leonardo) e un altro pomeriggio ancora per la lezione di danza moderna (con la maestra Mireille). Ma non tutto è facile! Mille ostacoli affrontano i protagonisti di questa avventura. Il finale poi, sarà una sorpresa che non anticipo, tutto accadrà in diretta e secondo i piani di chi cura la regia di questo spettacolo, sicuramente non privo di originalità. E l’originalità sta proprio nel rappresentare tutto ciò che è stato per quello che è, e speriamo quindi, anche per quello che sarà.
|
|
|
Maria Aprile al lavoro |
La regia dello spettacolo è di Maria Aprile e del sottoscritto Ottavio Buonomo. Le coreografie sono di Enzo Lenzi. La direzione musicale di Maria Aprile. Ecco il cast al completo in ordine di scena: Ermelinda Russo (Alessandra), Katia Soriano (Paola, moglie di Leonardo), Chiara Di Nardo (Corinna), Ottavio Buonomo (Leonardo), Cristina Di Nardo (Lisa, maestra di canto), Carla Puzone (Bianca, la cuoca), Costanza Tagliamonte (Zia Adelaide), Angela Esposito (Lorella), Giusy Paolella (La collaboratrice domestica della famiglia di Leonardo), Andrea Di Nardo (Il Caro Dottore), Luigi Russo (Segretario del Caro Dottore), Aldo Calabrese (Prima maschera del teatro, Suor Natalina), Francesco Esposito (Seconda maschera del teatro), Antonio Albachiara (Vittorio Bassi, direttore del teatro), Valeria Arina (Suor Serena), Giuliana La Bella (Suor Letizia), Antonio Marchese (Antonio, figlio di Leonardo e Paola), Rosa Marchese (Rosa, figlia di Leonardo e Paola), Viviana Mercadante (Viviana, figlia di Alessandra), Vincenzo Mercadante (Vincenzo, figlio di Corinna), Caterina Marchese (Caterina, figlia di Bianca), Ilaria Mugnolo (Ilaria, figlia di Lorella), Orsola Carofaro (Orsolina, figlia di Enza), il Coro “Cuori nel sole” (Piccolo Coro Voci del Cuore) e…
|
|
|
Carla, Angela, Giusy e Valentina (Cantori del Cuore) |
… Paolo Driussi! Si ci sarà anche Paolo, infatti mi farà una parte “a distanza”, che per rispetto della Grande Prima non posso anticipare perché ha qualcosa a che vedere con il finale… e per questo spettacolo ho interpellato anche Guido Gallozzi che mi ha scritto la parodia di una nota canzone italiana! Beh… Paolo mentre i ragazzi provavano questo spettacolo ha scattato tantissime fotografie, una più bella dell’altra!
|
|
|
Le prove vengono immortalate nel doppio dvd che verrà realizzato per questo viaggio in Campania... il titolo: CI SCAMBIAVANO PER MERICANI |
A fine prove Paolo si complimenta con tutti: Bravissimi! Torniamo a casa mia e mio fratello si offre di riaccompagnarci al nostro albergo in Via Duomo a Napoli! Così, appena prima delle nove, siamo già nella hall del nostro albergo. Enzo, che fa il turno di notte, ci chiede com’è stata la giornata. Paolo risponde “Siamo stati a casa sua” indicando me, e lui dice “Ah bene, e domani?”… Paolo prontamente “Domani Pompei”…
|
|
|
Panorama di Acerra |